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Fokus
3.2010


 Con «Storie raccontate a metà», l'artista ticinese Aldo Mozzini inaugura una mostra personale a la Villa du Parc di Annemasse, un attivo centro d'arte sul territorio francese nei pressi di Ginevra. Con una serie di opere inedite l'artista elabora un intrigante percorso nel quale ambienti si susseguono, si intrecciano e si interrompono.


Aldo Mozzini - vende spunti per storie interrotte


von: Patrick Gosatti

  
Aldo Mozzini · Gratta-Cielo, 2006/09, legno, spugna, lampadina, 23,9 x 32 x 42 cm ; acrilico su plastica trasparente, 129 x 96 cm


Lontano dall'intenzione di realizzare una retrospettiva, Aldo Mozzini opta per un discorso caratterizzato da cambiamenti tematici imprevisti, interruzioni semantiche improvvise inaspettate che animano e talvolta perturbano la linearità del discorso espositivo. Storie raccontate à metà si ispira appunto a quei fenomeni di costipazione del linguaggio che ci inducono iniziare delle storie per poi lasciarle in sospeso, riprenderle altrove o finalmente dimenticarle.
Come rileva l'artista, le idee che emergono dai diversi lavori esposti sono affiorate man mano attraverso l'attenta osservazione delle sale della villa riconvertite in white-space nonché del parco circostante. Queste si sono poi cristallizzate nelle riflessioni sulla relazione tra lo spazio pubblico e quello privato, tra lo spazio sociale e quello espositivo, tra una regione periferica e la vicina Ginevra.
Nel parco una serie improbabile di casette in legno, costruzioni ermetiche che con leggero sarcasmo fanno riferimento alla crisi dell'immobiliare che spinge i ginevrini a oltrepassare la frontiera, istallarsi in rassicuranti villette e diventare paradossalmente frontalieri. Il tema del parco può essere peraltro considerato come un'indagine dell'artista sull'idea della natura estetizzata e sterilizzata ; una foresta di spettri, un cimitero di ombre bruciate occupa infatti una delle sale al pianterreno.
Con materiali umili e rigorosamente di recupero come il cartone, il linoleum e il feltro, l'artista realizza una serie di zoccoli firmati «Aldo». Secondo un'estetica che fa chiaramente riferimento alle minimali vetrine dei negozi di scarpe firmate, l'artista affronta non senza ironia la questione del marketing culturale e degli stereotipi del consumismo globalizzato utilizzando un'estetica rigorosamente M-Budget.
Il visitatore scoprirà inoltre una collezione di alcune opere iniziate e altre abbandonate, lavori incompiuti o tentativi unici rimasti senza discendenza : storie raccontate à metà. Video, fotografie e disegni costituiscono una sorta di «mise en abîme» dando luogo a un'improbabile retrospettiva di opere embrionali o fallite, di idee scartate e di lavori potenziali à metà strada tra la possibilità di un'evoluzione futura e la singolarità di un'esperienza unica, personale e forse irripetibile.
Allo spettatore di individuare le molteplici prospettive che l'artista propone attraverso un variegato percorso espositivo nel quale ogni installazione è caratterizzata da una specifica atmosfera, un intrigo particolare.

Patrick Gosatti è curatore presso lo spazio d'arte contemporanea la rada.


Bis: 29.05.2010



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Ausgabe 3  2010
Institutionen Villa du Parc [Annemasse/Frankreich]
Autor/in Patrick Gosatti
Künstler/in Aldo Mozzini
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