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Fokus
5.2010


 Complice la suggestiva cornice di Chesa Albertini, un edificio del Quattrocento magistralmente restaurato da Hans Jörg Ruch, la Galleria Monica De Cardenas si addentra nel quarto anno di attività a Zuoz con una doppia personale di Anne Chu e Klodin Erb, dove è la natura il assoluta protagonista.


Anne Chu e Klodin Erb - Quando gli opposti si attraggono


von: Michele Robecchi

  
Anne Chu · Bear, 2007, legno, cera e gesso, cm 184 x 72 x 64, base cm 16 x 50 x 83, Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Zuoz


C'è sempre una strana tensione quando due artisti sono chiamati a confrontarsi in uno spazio espositivo. Non proprio personale, non proprio collettiva, una mostra a due si colloca in una fascia mediana di difficile interpretazione, dove è importante stabilire un dialogo mantenendo intatta la propria identità, e dove spesso la divisione dello spazio non deve essere necessariamente congruente ai fini di produrre il risultato migliore. In sostanza ogni artista è anche responsabile del lavoro dell'altro, ma è proprio accettando questa sfida, fondata sull'improvvisazione e la provvisorietà di un rapporto di collaborazione, che a volte emergono dei risvolti inaspettati sul proprio lavoro.
Con queste premesse, è difficile immaginare due artiste più diverse come storia personale e metodologia di Anne Chu e Klodin Erb. Chu è una scultrice figurativa di classica matrice newyorkese. Il suo lavoro è contaminato e multiculturale, e attraversa tecniche di rappresentazione e materiali con disinvoltura e curiosità. Legno, bronzo e ceramica sono utilizzati in maniera trasversale e sperimentale, e conferiscono alle sue figure dei toni inaspettatamente astratti. Riferimenti mitologici e storici sono presentati in maniera laterale. Fanno riferimento all'iconografia in modo aperto, e comunicano attraverso una sorta di potere evocativo che delega a chi le osserva il compito di immaginare una propria narrazione.
La zurighese Klodin Erb è invece un'artista che ha intrapreso la strada della pittura dopo un lungo percorso dedicato alla performance e all'installazione. I suoi personaggi abitano una dimensione temporale indefinita, e si propongono con un candore che sottolinea una palese inconsapevolezza o indifferenza nei confronti della propria diversità. Armati di uno sguardo diretto ma vagante, sfidano lo spettatore a riconoscersi nelle loro fattezze lievemente distorte, occupando così una posizione a metà tra cartolina dal passato e specchio della contemporaneità.
La prima sottile linea di contatto tra le due artiste è l'interesse per la natura e la storia. Le nuvole o le montagne cinesi rappresentate in maniera solare da Chu sono l'altra faccia della medaglia dei cupi boschi di Erb. Entrambe costruiscono il proprio universo su una base surrealista, ma mentre Chu propone una visione della natura fondamentalmente sfuggente e pindarica, Erb sembra raccogliere il testimone per ricondurre il tutto in una dimensione più solitaria e leopardiana, dove emerge la caducità e ognuno è costretto a misurarsi con i propri demoni.

Michele Robecchi lavora a Londra come critico e curatore. Ha diretto la rivista «Contemporary» (2005-2007) e
attualmente segue le pubblicazioni d'arte contemporanea per la Phaidon Press.


Bis: 26.06.2010



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Ausgabe 5  2010
Institutionen Monica De Cardenas [Zuoz/Schweiz]
Autor/in Michele Robecchi
Künstler/in Anne Chu
Künstler/in Klodin Erb
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