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Fokus
7/8.2010


 Quindici anni di lavoro progettuale - dodici dal disegno vincente di Zaha Hadid - diecimila metri quadri di area espositiva, con l'investimento di 150 milioni di euro. Il «Museo nazionale delle arti del XXI secolo», con materiali e logiche innovative è un centro con ottimi auspici, ma anche seri timori di mancato utilizzo di tanto potenziale.


MAXXI - Certo che è maxxi, ma lo XXI dov'é?


von: Riccardo Lisi

  
Zaha Hadid · l'interno del museo, 2010. Foto: Simone Cecchetti


«Nel dichiarare oggi aperto il MAXXI devo ringraziare innanzitutto Silvio Berlusconi» ...e giù contestazioni spontanee sul ministro della Cultura ed aedo di corte, Bondi. A Roma si sa chi davvero ha voluto la nascita di questo spazio per l'arte contemporanea: i due sindaci ulivisti (entrambi poi «trombati» da SB nello scontro finale). Ed ancor più Pio Baldi, presidente della Fondazione MAXXI, che vede oggi realizzarsi - con difficoltà e grandi incrementi di spesa - un sogno prima di tutto suo.
Questo spazio appare ottimale nell'assiemare grandi superfici e percorsi più intimi: due sale al piano terra e soprattutto i camminamenti aerei, le cinque galleries che, assieme alla grande terrazza vetrata aggettante, giungono a connotare fortemente l'identità visiva del complesso. Un centro che si caratterizza per la duplicità: museo di architettura e luogo ideale di prosecuzione temporale delle attività della Galleria Nazionale di Arte Moderna e della sua fondamentale attività collezionistica. Ma nascono i dubbi. Proprio come alla GNAM il moderno viene interpretato sovente come Ottocento, al MAXXI il ventunesimo secolo si trova in quota minoritaria nell'ambito delle comunque valide quattro esposizioni inaugurali. Certo è importante - anche dal punto di vista didattico, compito espressamente perseguito - identificare, magari sotto pelle, le vie dei giganti che dagli anni '60 ai '90 hanno creato basi per generazioni di artisti contemporanei. E' il caso di Gino De Dominicis, la cui opera carica di profetica immaginazione è qui raccolta con ampiezza mai vista. E molte delle opere d'arte mostrate in Spazio, esposizione delle collezioni di arte e architettura del MAXXI, son certo utili nel tracciare percorsi sovrapposti e incrociati del contemporaneo, con la giusta osmosi tra produzione italiana e non.
Però il raffronto delle parole di Bondi con la proposta governativa - poche ore dopo - di chiudere ogni finanziamento a 232 enti e fondazioni culturali determina l'altro dubbio, assai puntuto. Quale dirigente di museo - tra l'incudine della gestione economica e il temuto martello di «decreti bulgari» calati dall'alto verso chi osi proporre espressioni scomode per il potere - avrà coraggio ed onestà intellettuale tali da permettere la fruizione al pubblico di tanta arte dell'oggi e del futuro, se non apertamente provocatoria, quanto meno creativamente libera e non destinata a rapida obsolescenza? Aldilà dei dubbi, il MAXXI merita da solo un viaggio a Roma.

Riccardo Lisi è curatore indipendente, lavora su un progetto biennale gravitante su vita e strategie artistiche
di Gino De Dominicis, presso l’associazione Quattrocentometriquadri, Ancona.




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Ausgabe 7/8  2010
Institutionen MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo [Rom/Italien]
Autor/in Riccardo Lisi
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