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Fokus
4.2011


 Una serie di esposizioni effimere che durano il tempo dell'inaugurazione per poi essere fotografate e finalmente accessibili unicamente nella virtualità della rete. Nato nel 2008 da un'idea dell'artista Ermanno Cristini e curato da Alessandro Castiglioni, ‹Roaming› è un progetto che interroga lo statuto dell'evento espositivo e la sua fruizione nell'era contemporanea.


Roaming - Un ramificato network di micro eventi


von: Patrick Gosatti

  
Dominik Lang · Untitled, 2010, Vyšehradská 26, Praga © ProLitteris. Foto: Annalisa Sonzogni.


L'epoca contemporanea è caratterizzata da una continua accelerazione e da un progressivo processo dromologico che la rivoluzione mediatica e quella digitale hanno amplificato in modo esponenziale. La nostra esperienza del tempo e dello spazio si è fondamentalmente trasformata subendo una straniante compressione, una radicale contrazione che si esprime attraverso nozioni come istantaneo, infinitesimale o inframince. Seguendo la logica della toccata e fuga, dell'esposizione effimera e mediatizzata, ‹Roaming› inverte paradossalmente le regole del gioco riflettendo sullo statuto e la percezione dell'opera d'arte oltre che sul suo divenire nell'epoca della riproducibilità digitale e della comunicabilità globale.
Adottando una programmazione agile e dinamica, ‹Roaming› ha saputo dar luogo a una fitta rete di eventi in Italia e in Europa, da Milano a Berlino, da Parigi a Praga passando per Losanna e Graz. Una quindicina di esposizioni e numerosi artisti coinvolti tra cui Gianni Caravaggio, Nina Beier, Ryan Gander, Kitty Kraus, Giancarlo Norese, Goran Petercol e Miki Tallone, ‹Roaming› ha costituito in breve tempo un ramificato network di collaborazioni nazionali e internazionali. Recentemente invitato a intervenire nello storico Cabaret Voltaire di Zurigo, ‹Roaming› ha presentato ‹Coup de dés› dell'artista Dragana Sapanjos in cui l'arbitrario e la casualità costituivano i principi direttivi dell'intervento.
Le mostre si contraddistinguono per il loro carattere effimero, carattere determinato da una precisa strategia curatoriale che limita la temporalità degli eventi alla sola durata dell'opening. Altra caratteristica fondamentale è la volontà di occupare gli spazi espositivi - musei, centri d'arte o altre istituzioni culturali - con interventi minimali e volutamente discreti. Disseminate in un angolo di una sala o in un corridoio di servizio, mimetizzate tra le opere di una mostra temporanea o negli interstizi di un museo, gli interventi si svelano allo spettatore attraverso uno sguardo accorto in evidente contrapposizione con la rapidità dell'evento espositivo.
Parte integrante del progetto sono le immagini della mostra, affidate di volta in volta a un fotografo invitato a documentare l'evento. Essenziale poiché l'unica traccia dell'evento è la sua lettura fotografica visibile unicamente sulle pagine di un sito internet. Lo spazio virtuale di ‹Roaming› diventa in questo senso l'occasione per riflettere a delle questioni concernenti l'ontologia, la fruizione e la permanenza di un'opera d'arte in un epoca in cui il tempo e lo spazio si misurano in terabytes.
Patrick Gosatti è curatore presso lo spazio d'arte contemporanea la rada.



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Ausgabe 4  2011
Autor/in Patrick Gosatti
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