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Fokus
6.2011


 Invitato a partecipare alla 54. edizione della Biennale di Venezia, il giovane artista italiano Luca Francesconi interroga attraverso un approccio antropologico e filosofico la materialità, il ritmo e la spazialità di un'opera d'arte, la sua collocazione nello spazio espositivo e i rispettivi processi percettivi coinvolti nella sua interpretazione.


Luca Francesconi - ritmo della materia e metafisica dello spazio


von: Patrick Gosatti

  
Luca Francesconi · Velocità del sole, 2010, zucca, ottone, argilla, madreperla, dimensioni variabili. Courtesy Fluxia, Milano e Umberto Di Marino, Napoli


Attingendo alle variegate espressioni dell'arte popolare e della tradizione rurale, dell'artigianato a delle arti decorative, l'artista formula un vocabolario che, tra un'essenzialità talvolta mistica e una materialità chiaramente significante, permette di formulare una riflessione sullo spazio inteso come volume potenziale in cui l'opera esiste nonché come spazio interno e mentale in cui l'opera d'arte si trasforma e evolve. Un'opera d'arte collocata in uno spazio idealmente neutralizzato e privo di ombre, come quello rappresentato dal white cube, è in questo senso sovrapponibile al suo omologo nella nostra mente. Il punto di partenza è comunque la presenza tangibile dell'opera e delle sue caratteristiche materiche, punto di partenza di una dialettica alimentata da un continuo dialogo tra la spazialità dell'oggetto e il suo potenziale metafisico.
Le opere di Luca Francesconi oscillano così tra una presenza oggettiva e un'immagine mentale che la trascende costantemente. I materiali utilizzati, che si tratti di bronzo, legno o madreperla, al di là della loro caratteristiche estetiche sono da considerare come veri e propri vettori significanti, essenziali alla comprensione dell'opera. Luca Francesconi interroga sia la materialità dell'opera in un determinato contesto spaziale sia la percezione dello spettatore che ne fa l'esperienza. Si tratta di una fenomenologia della percezione che attraverso processi di sottrazione, astrazione e interiorizzazione dell'esperienza sensibile, aspira a un'essenza che trascende la materia stessa. Secondo l'artista «ogni elemento, ogni ente materiale e quindi ogni opera d'arte necessita di uno spazio per essere. E' dunque lo spazio il presupposto necessario perché il campo di forze di un'opera si manifesti. Guardando una mostra osserviamo delle opere, sculture o oggetti bidimensionali disposti in uno spazio, la nostra percezione è totalmente influenzata da ritmi e proporzioni; non si tratta solo di sottolineare l'esistenza di effetti ottici, ma piuttosto accettare la verità che noi interiorizziamo il mondo secondo un lessico di percezione globale dei vuoti, pause ritmiche tra una cosa e l'altra».
La relazione che l'opera intrattiene con lo spazio circostante è sicuramente un elemento fondamentale nella misura in cui il semplice fatto di spostare un'opera è per l'artista un'operazione generativa quasi più sostanziale della sua realizzazione materiale. La percezione dell'opera acquista di conseguenza un'importanza essenziale in quanto la rappresentazione mentale di un oggetto è in un certo senso uno spostamento, una traslazione all'interno di uno spazio mentale.
Patrick Gosatti è curatore presso lo spazio d'arte contemporanea la rada.



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Ausgabe 6  2011
Autor/in Patrick Gosatti
Künstler/in Luca Francesconi
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