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Fokus
6.2012


 Dragana Sapanjoš, artista di origine croata che da diversi anni vive in Italia, è una dei tre vincitori dell'ultima edizione del Premio Moroso. Affiancata da Andrea Mastrovito e Loris Cecchini, ai quali è stato offerto di intervenire rispettivamente negli showroom di New York e Londra, l'artista realizzerà a fine giugno un inedito progetto installativo negli spazi dell'Hangar Bicocca di Milano.


Dragana Sapanjoš - Celebrazione di un evento differito


von: Patrick Gosatti


Dragana Sapanjoš, Bukkake: Oh, oh, how boy!, 2011, veduta dell’installazione, Mala Galerija PUOP, Porec, HR. Foto: Andi Bančić


Le sperimentazioni artistiche di Dragana Sapanjoš si elaborano attraverso un linguaggio incisivo e radicale volto a esprimere una tensione sospesa e straniante che coinvolge lo spettatore in un’inquietante esperienza ai limiti del sopportabile. Di fronte alle opere dell’artista da cui spesso traspare una dimensione performativa, esplicita o semplicemente evocata, le facoltà sensibili e cognitive dello spettatore sono costantemente messe alla prova, perturbate e forzate fino a raggiungere un punto in cui inevitabilmente gli antipodi si respingono e si scontrano contemporaneamente. Sapanjošconfronta lo spettatore a degli eventi liminali e instabili che fluttuano in un universo dicotomico in cui ragione e follia, piacere e dolore, istinto di sopravvivenza e autodistruzione, costituiscono gli estremi di una realtà irrisolta e in costante compressione, un potenziale pronto a esplodere in qualsiasi momento.
In questo senso, la presenza dello spettatore costituisce una componente essenziale e integrante del dispositivo artistico nella misura in cui solo attraverso un contatto reale e non mediato con l’opera è possibile varcare la soglia che separa la dimensione rappresentativa dall’esperienza individuale e soggettiva. Si tratta appunto di una temporalità idiosincrasica e carica di una profonda tensione erotica che caratterizza ‹Bukkake›, l’installazione performativa concepita dall’artista per gli spazi dell’HangarBicocca. Delle monumentali sculture realizzate con materiali di ogni genere come cemento, carta, silicone, pizzi, perle sintetiche e cera, s’impongono al visitatore attraverso una seducente materialità dal potere evocativo inequivocabile. Oggetti fallici o totem interdetti, le imponenti sculture di Dragana Sapanjoš celebrano l’evento in corso senza però offrirsi al desiderio dello spettatore, diventando così dei veri e propri simboli di un erotismo celibe e autotelico che non può fare altro che celebrare se stesso. Delle enigmatiche pattinatrici circolano incessantemente negli spazi espositivi insinuandosi senza sosta tra gli spettatori che assistono perplessi a uno spettacolo costantemente differito. Solo occasionalmente le sfuggenti e intriganti pattinatrici si fermano di fronte a uno di loro per sussurrare «This is/was really dangerous!». Un minaccioso avvertimento o un intrigante invito? Il tempo di un attimo e la risposta si dilegua abilmente aumentando così il desiderio e la frustrazione di evento in atto e tuttavia inestinguibile, un istante incompiuto che fluttua in una dimensione paradossalmente atemporale. Patrick Gosatti è curatore indipendente e insegnante alla HEAD di Ginevra.



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Ausgabe 6  2012
Autor/in Patrick Gosatti
Künstler/in Dragana Sapanjoš
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