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Fokus
12.2012


 L'ala est del Museo cantonale di Lugano espone le opere recenti di Vincent Kohler. Tra filetti mezzi cotti, moretti mezzi mangiati e bastoncini mezzi tinti di vernice, l'artista di Losanna si avven­tura, senza mezzi termini, nelle forme indefinite e seducenti della quotidianità.


Vincent Kohler - più vero di un ready-made


von: Boris Magrini

  
Willy, 2011, olio su tela, 100 x 70 cm


A turno, i critici che hanno affrontato il lavoro dell'artista romando hanno evidenziato la sua appartenenza alla tradizione della pop art, i suoi riferimenti alla mitologia popolare, la sua fascinazione per il kitsch o ancora la presenza della musica punk, rock e metal.
Sebbene queste letture siano pertinenti e offrano una comprensione chiara del lavoro di Kohler situandolo, in fondo, in una tradizione ben definita, nelle opere esposte a Lugano appaiono degli aspetti forse meno conosciuti della sua ricerca. Indubbiamente egli si nutre di quella produzione visiva che si situa ai margini della cultura artistica elitaria, per intenderci, quel terreno vago e ampio che spazia dagli oggetti artigianali e turistici ai disegni didascalici che accompagnano i manuali pratici e i libri di cucina. Nelle opere recenti, il suo sguardo si focalizza tuttavia piuttosto sulle immagini che rappresentano una situazione di transito, di sospensione, da cui il titolo della mostra ‹Mezzo pieno - Mezzo vuoto›. Significative, in merito, sono le tele che mostrano i vari gradi di cottura di una bistecca, realizzate a partire dai manuali di cucina, oppure quella che espone le tre fasi successive della lavorazione di un pezzo di legno, come descritto in un manuale di bricolage.
Attraverso la riproduzione minuziosa di queste illustrazioni, l'artista sembra al contempo voler riflettere sullo statuto delle immagini dal quale ha tratto i suoi soggetti. Tali immagini appartengono, di fatto, a una sorta di limbo della produzione visiva il quale, seppur escluso dalla creazione artistica propriamente detta, è ciononostante capace di generare una moltitudine di soluzioni formali bizzarre, sorprendenti, inconsuete, soprattutto se osservate con occhi curiosi e attenti. Vincent Kohler manifesta un'affezione particolare per questa produzione marginale, rilevandone la poesia e la creatività nascosta. Si dice che Marcel Duchamp abbia schernito chi, più tardi, avesse elogiato il suo famoso pissoir per le qualità estetiche, poiché il suo fu un gesto trasgressivo e provocatorio volto unicamente a mettere in discussione il funzionamento della Società degli artisti indipendenti di New York. Vincent Kohler, al contrario, si interessa proprio alle qualità formali delle illustrazioni e degli oggetti che riproduce. Per questo, anziché fare capo alla strategia ben conosciuta del ready-made, egli riproduce personalmente, e attraverso una varietà di tecniche artistiche, gli oggetti che ci offre a un nuovo sguardo.

Boris Magrini, storico dell'arte e curatore indipendente, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr


Bis: 27.01.2013



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Ausgabe 12  2012
Ausstellungen Vincent Kohler [10.11.12-27.01.13]
Ausstellungen Davide Cascio, Vincent Kohler [23.10.12-24.11.12]
Institutionen MASI/Palazzo Reali [Lugano/Schweiz]
Institutionen Laboratorio Kunsthalle Lugano [Lugano/Schweiz]
Autor/in Boris Magrini
Künstler/in Vincent Kohler
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