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Fokus
1/2.2013


 La 26esima edizione del Festival Transmediale di Berlino rivisita le ormai obsolete nuove tecnologie. Tra posta pneumatica, pornografia alternativa e reti sociali, il festival adotta un approccio più ludico, conservando ciononostante il suo temperamento critico distintivo.


Transmediale 2013 - Sex, octopus and social networks


von: Boris Magrini

  
Vittore Baroni · What is OCTO?, 2012


Nel 2006, l'Unione Astronomica Internazionale ridefinisce il concetto di pianeta e declassa Plutone a pianeta nano. Il fatto genera non poche polemiche e «back when pluto was a planet» diventa un'espressione corrente della cultura digitale per alludere ad un passato cronologicamente recente ma per altri versi già remoto. Prendendo spunto da Plutone e dalla sua recente squalifica, il Festival ‹Transmediale› indaga quest'anno l'incessante evoluzione delle nuove tecnologie, il loro rapido abbandono e la loro influenza sulla società e creazione artistica. Eppure, come spiega Tatiana Bazzichelli, responsabile del programma reSource e delle conferenze, questo non vuole essere un festival dedicato alla media archaeology ma intende piuttosto, attraverso l'analisi del passato, riflettere sul presente per pensare il futuro. Secondo le parole della curatrice di origine italiana, un festival etnologico anziché archeologico.
Più concretamente, la 26esima edizione accoglierà negli spazi della Haus der Kulturen der Welt l'installazione ‹OCTO›, un intricato sistema di posta pneumatica realizzata dai Telekommunisten in collaborazione con gli architetti RaumlaborBerlin. Il tentacolare impianto creerà un circuito lungo parecchie centinaia di metri, reso funzionante con il semplice uso di aspirapolvere; un occhiolino, quindi, non solo alla posta pneumatica sviluppata nel XIX secolo anche a Berlino, ma pure alla cultura del Do It Yourself che ha sempre caratterizzato le strategie di tipo hacktivism e tactical media. Il sistema interattivo permetterà inoltre la circolazione di opere realizzate da più di duecento artisti dediti all'arte postale invitati dal critico e artista italiano Vittore Baroni, promotore di questa pratica.
Ma il caso di Plutone, e il suo statuto ambiguo, diventa anche l'occasione per riflettere su altre realtà periferiche, quali ad esempio la sessualità al di fuori dei codici tradizionali, che la cultura digitale e le reti sociali sviluppano e marginalizzano al contempo. Nella sezione Desire del festival spiccheranno, in particolare, artisti e operatori culturali che da anni si muovono nei territori relativi al transgender, alle queer theory e alla pornografia alternativa, tra cui gli italiani Helena Velena, Gaia Novati e Francesco Macarone Palmieri.
Il festival dimostra nuovamente di essere tra i più politici e propositivi, per quanto riguarda la creazione contemporanea appartenente alla cultura digitale, privilegiando soprattutto posizioni di resistenza.
Boris Magrini, storico dell’arte e curatore indipendente, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr


Bis: 03.02.2013



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Ausgabe 1/2  2013
Autor/in Boris Magrini
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