Links zum Text und die Möglichkeit, diese Seite weiterzusenden, finden Sie am Ende dieser Seite


Fokus
4.2013


 Sotto la direzione di Andrea Bellini il Centre d'Art Contemporain di Ginevra presenta un rinnovato dinamismo, come dimostra il diversificato programma 2013, che si inaugura con ‹Hotel Abisso›, progetto sperimentale caratterizzato da una particolare visione del ruolo curatoriale. Lo abbiamo intervistato, per saperne un po' di più.


Incontro con Andrea Bellini - Come puntare alcentro


von: Viola Emaldi

  


Emaldi: Si potrebbe definire la tua come una carriera ‹ibrida›, prima redattore di Flash Art International, poi curatore al PS1, direttore della fiera Artissima, poi direttore del Castello di Rivoli ed ora direttore di una Kunsthalle. Quali sono le costanti del tuo modo di lavorare e quale sarà il carattere del Centre d'Art Contemporain?

Bellini: Gli ultimi dodici anni sono stati una continua performance, ogni volta ho elaborato progetti che avessero un senso specifico nel luogo in cui funzionavano. Anche qui la sfida consiste nel reinventare l'istituzione, cercando di riguadagnare un'altro tempo rispetto alla mia professione, visto anche il tipo di contratto a tempo indeterminato. Non considero questo come un semplice spazio espositivo, ma come un organismo complesso con un ruolo nella città, luogo di incontro dove si respira un'atmosfera positiva di scambio. In questo senso, ci sarà vita continua grazie all'istituzione di un cinema gratuito, Dynamo, attivo 8 ore al giorno, un Atélier ed un Project Space dedicati alla crescita dei giovani artisti e di varie attività interdisciplinari parallele.

Emaldi: Da questi presupposti, come è nata l'idea per il primo evento espositivo, ‹Hotel Abisso›?

Bellini: Quando ho sviluppato il programma, sono partito con un'analisi dei problemi esistenti per cercare di darvi risposta. Uno di questi consisteva nel fatto che il Centre d'Art Contemporain fosse un po' isolato rispetto alla vita della città ed alla sua scena artistica, guardato con sospetto dagli artisti stessi, ed è inaccettabile perché l'energia di una Kunsthalle deve provenire in primis dagli artisti. Quindi, ho preso il rischio di partire con una mostra collettiva sull'arte svizzera per lanciare un chiaro messaggio di apertura verso la città e la scena artistica.

Emaldi: ‹Hotel Abisso› è una collettiva per la quale hai limitato il tuo ruolo di curatore, invitando alcuni artisti sia come attori sia come autori di un progetto che poi si apre ad una serie di ulteriori partecipazioni. Come hai gestito la situazione?

Bellini: Ho scelto un approccio che definirei post curatoriale per rendere il progetto sperimentale. Dopo una lunga serie di visite presso gli studi di decine di artisti, ho riunito diversi personaggi che avevano già dimostrato di avere un'intelligenza curatoriale in un gruppo di lavoro capace di costruire la mostra attraverso una serie di incontri. Senza imporre alcun tema ed assumendo l'idea dell'incoerenza tra le opere come un fatto accettabile, ho chiesto loro di raccontare ossessioni e passioni, e così è stato. Ognuno ha messo in discussione una storia diversa.

Emaldi: Di quali ossessioni parla la mostra?

Bellini: Si tratta di una mostra che in qualche modo ha a che fare con l'oggetto come luogo polisemico, espressione di significati ulteriori. In generale, legato alla storia della città ed alla storia dell'arte svizzera, tra artigianato ed arte decorativa.

Emaldi: Quali sono i risultati?

Bellini: Un esperimento che è riuscito a stupire anche me stesso, sono piuttosto soddisfatto. E' una collettiva composta da differenti sensibilità che riflettono l'esprit du temps, capace di stimolare chiunque ad inventare relazioni tra i lavori. Anche il catalogo (stampato in 5000 copie distribuite gratuitamente n.d.r.) si pone in questo senso, come una sorta di enciclopedia.

Emaldi: In ultimo, ti chiedo il significato del nome della mostra, ‹Hotel Abisso›. Chi lo ha scelto?

Bellini: Il titolo è l'unico mio input, ripreso da una metafora di György Lucáks sulla filosofia di Arthur Schopenhauer: ‹Hotel Abisso› è un luogo dove le cose coesistono senza disciplina, dove tutto oscilla davanti all'abisso del nulla. Allo stesso modo, la mostra espone prodotti artigianali, opere di artisti contemporanei e storici eliminando l'idea di gerarchia.
Viola Emaldi è curatrice indipendente ed esperta di produzioni in ceramica per l'arte contemporanea. ­violaemaldi@hotmail.com


Bis: 12.05.2013



Links

Anfang Zurück zum Anfang
Ausgabe 4  2013
Ausstellungen Hotel Abisso [01.03.13-05.05.13]
Institutionen Centre d'Art Contemporain [Genève/Schweiz]
Autor/in Viola Emaldi
Künstler/in Andrea Bellini
Weitersenden http://www.kunstbulletin.ch/router.cfm?a=1303201247393WX-7
Geben Sie diesen Link an, falls Sie diesen Eintrag weitersenden möchten.