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Fokus
5.2013


 In attesa di ricevere nuovi spazi, il Museo d'arte dei Grigioni esplora le possibilità di presentare la creazione contemporanea nelle sale della collezione. Vincitore del Premio Manor, Mirko Baselgia sfrutta questo ormai consueto dispositivo per esporre le sue allegoriche sculture.


Mirko Baselgia - Una primavera di uranio


von: Boris Magrini

  
Mirko Baselgia · Endoderm (Murmeltiergänge), bronzo, 2012-2013. Foto: Stefan Altenburger


L'intenso aroma di cera che investe una delle sale espositive, generato dall'opera ‹Antupada›, rinvia alla presenza reale di arnie in forma di contenitori industriali dell'opera ‹Domus Apis Melliferae et Domesticae›, disposte sulla terrazza al di sopra dell'ingresso principale. Un'altra sala è bensì investita dal grido di allarme generato da tre marmotte dell'opera ‹Guardians›, le quali rimandano alla scultura in bronzo ‹Endoderm›, raffigurante la tana scavata nel sottosuolo dai roditori. La produzione del giovane artista grigionese si nutre di analogie e rispondenze, non solo fra le opere stesse, ma anche tra queste e la realtà del territorio. Indubbiamente, come lo afferma il direttore del museo Stephan Kunz nel saggio del catalogo che accompagna l'esposizione, l'arte di Mirko Baselgia è un'indagine sulla pratica e il linguaggio della scultura, nonché un'esplorazione delle forme che ancora possono essere prodotte con questa tecnica.
Rilevare un'analogia con il minimalismo o con l'arte povera, sia per quanto riguarda la semplificazione delle forme che per l'uso di materiali come la cera, il legno e il rame, è senz'altro una lettura pertinente dell'opera dell'artista, il quale fonda la sua creazione sulla realtà quotidiana e impregna le sue opere con riflessioni etiche ed ecologiche. L'imponente scultura ‹Endoderm›, che attraversa la sala più grande dell'esposizione nel Museo d'arte dei Grigioni e che l'artista ha prodotto riempiendo una tana di marmotte con del cemento per poi realizzare il positivo in bronzo a Napoli, fa eco all'opera ‹HAA›, un modello realizzato in rame del progetto svizzero di deposito di scorie radioattive attualmente in elaborazione dalla società cooperativa Nagra. Due gallerie scavate nel sottosuolo, la prima creata dalle marmotte per proteggersi dagli attacchi dei predatori, la seconda ideata dall'uomo per risolvere il problema degli scarti delle centrali nucleari, necessarie a soddisfare il crescente consumo energetico. Curiosamente, ‹Endoderm› rinvia inoltre all'arte informale, con la sua morfologia organica e irregolare, mentre l'opera ‹HAA› ricorda piuttosto le composizioni dell'arte concreta e geometrica.
Le fonti di ispirazione per generare nuove forme e sculture sono inesauribili. Baselgia accompagna tuttavia questa feconda ricerca formale con la volontà di pensare il rapporto tra uomo e natura, oggi in gran parte filtrato e deformato dall'industrializzazione dell'agricoltura e dell'allevamento, una riflessione costante nel suo lavoro.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore indipendente, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr


Bis: 23.06.2013



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Ausgabe 5  2013
Ausstellungen Mirko Baselgia [22.03.13-23.06.13]
Institutionen Bündner Kunstmuseum [Chur/Schweiz]
Autor/in Boris Magrini
Künstler/in Mirko Baselgia
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