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Fokus
10.2013


 Coordinato quest'anno del curatore indipendente Noah Stolz, il Premio della Società delle Arti di Ginevra è stato attribuito a ­Gianni Motti. L'artista di origine italiana approfitta dell'occa- sione per fare un bilancio della sua carriera, con l'ironia e lo sguardo critico che lo distinguono.


Gianni Motti - Aforismi, eclissi e superpotenze


von: Boris Magrini

  
Gianni Motti · Portrait avec comète (Hale-Bopp), 1997


Fondato nel 2009 con l'obiettivo di raggruppare premi esistenti ma sostanzialmente meno importanti, il premio ginevrino illustra una tendenza generale ad abbandonare strategie dette dell'innaffiatoio per retribuire un numero ristretto di artisti e di istituzioni. Una politica che valorizza maggiormente i beneficiari, ma che rischia di compromettere seriamente, in Svizzera, le attività di artisti, curatori e spazi meno preminenti. Attribuito in passato a Francis Baudevin e a Christoph Büchel, il premio d'eccellenza di Ginevra va quest'anno a un'altro artista internazionalmente cono-sciuto. Per Gianni Motti, questo offre anzitutto l'opportunità di tentare un'operazione diversa dagli interventi che lo hanno reso celebre.
Nella Salle Crosnier del Palais de l'Athénée e nel catalogo che accompagna l'esposizione, l'artista mette in mostra alcuni estratti scelti di articoli che lo riguardano. Presentati quasi fossero aforismi, le citazioni rivelano ironia e talvolta malizia da parte degli autori che descrivono il suo lavoro. Nelle sue azioni, Gianni Motti si mette costantemente in gioco, tuttavia il suo obiettivo è piuttosto quello di puntare il dito altrove che sulla sua persona. In questa occasione, egli invita a uno sguardo sul giornalismo, suggerendo una disposizione dei redattori a privilegiare aneddoti burleschi e commenti sarcastici, anziché approfondire un discorso critico.
Se da un lato Gianni Motti ci parla di poteri esoterici e misteri dell'universo - con opere quali ‹Revendications›, ‹The Big Illusion› e ‹Entierro› - e dall'altro abborda questioni politiche - ‹ONU›, ‹Roland Garros› e ‹Mani Pulite› - forse è per insinuare che un'analogia tra le forze occulte del cosmo e quelle più terrene dei giochi politici esiste davvero. Non in senso stretto, certamente, l'artista suggerisce piuttosto che le più importanti strategie economiche e le decisioni politiche sono negoziate al riparo dallo sguardo pubblico. Con l'apparente leggerezza e l'umorismo delle sue azioni, ­Gianni Motti ribadisce la necessità di restare attenti, curiosi, ma anche di non cedere all'inazione di fronte ai giochi di potere dei capi di stato e delle istituzioni internazionali. Questo spiega forse la sua volontà, spesso, di confrontarsi con fenomeni e istituzioni su grande scala. Anche perché, aldilà dalle speculazioni paranormali, un invito a prima vista assurdo ad assistere all'eclisse solare del 2081, può aprire possibilità e riflessioni inaspettate, se utilizzato in modo creativo.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr


Bis: 27.10.2013



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Ausgabe 10  2013
Ausstellungen Gianni Motti [26.09.13-27.10.13]
Institutionen Athénée-Salle Crosnier [Genève/Schweiz]
Autor/in Boris Magrini
Künstler/in Gianni Motti
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