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Fokus
12.2013


 La Villa du Parc di Annemasse intreccia le esposizioni personali di tre artisti svizzeri con una loro collettiva. Dopo Raphaël Julliard e Pascal Schwaighofer, è il turno di Marie Velardi, la quale presenta i lavori sviluppati durante il suo recente soggiorno all'Istituto Svizzero di Roma.


Marie Velardi - Il tempo liquido


von: Boris Magrini

  
La Città Vuota, 2013, serie di diapositive


Incentrare le esposizioni di tre artisti svizzeri sul tema del tempo risulta a prima vista una scelta prevedibile, essendo il paese alpino notoriamente conosciuto per la sua produzione di orologi. Meno scontata è la modalità di presentazione proposta dalla curatrice Garance Chabert, che permette agli artisti di mostrare le opere in un'esposizione collettiva e, a turno, in una personale negli spazi del centro d'arte francese. Altrettanto singolare è la riflessione sul tema, dall'approccio ludico di Raphaël Julliard, che testimonia le sue azioni, a quello più ermeneutico e suggestivo di Pascal Schwaighofer. Attraverso una serie di fotografie realizzate nella periferia della città di Roma, Marie Velardi mostra i resti degli scavi che hanno servito a fornire la materia per la costru-zione della città nel corso dei secoli. La serie di diapositive ‹La Città Vuota› restituisce le traccie di quello che fu il lento processo di spostamento di materia dalla cava di pietre alla città. Analogo al movimento di sabbia in una clessidra, questo spostamento segna il passare del tempo e lo sviluppo di una città che fu il cuore di un impero e il modello della civilizzazione europea. Paradossalmente, la cava e i suoi enormi solchi servono oggi piuttosto all'abbandono dei rifiuti prodotti in massa della città e come luogo di vita precario per gruppi marginali. Una realtà suggerita dall'opera di Velardi, che sebbene mostra le cava in un paesaggio quasi atemporale, presenta a tratti gli elementi delle realtà odierna quali i resti di un falò o gli edifici industriali all'orizzonte. I ‹Disegni-Clessidre›, nati durante le ore notturne dell'artista a Roma, svelano invece un lavoro più intimo. I disegni combinano una struttura regolare tracciata a matita sulla pagina con macchie ad acquarello, che talvolta si arrestano bruscamente di fronte alle linee rette, talvolta si sparpagliano e invadono la superficie. Il tempo misurato e artificiale, rappresentato dal reticolo disegnato, si urta al tempo organico e magmatico dell'esistenza, in una dialettica simile, di nuovo, a quella che in una clessidra oppone il movimento della sabbia o dell'acqua al recipiente di vetro. Il lavoro di Marie Velardi, spesso caratterizzato da una riflessione sul presente attraverso l'anticipazione del futuro, come mostrano le opere nell'esposizione collettiva quali ‹Deep Time› e ‹Futurs Antérieurs, XXIe siècle›, offre uno sguardo che attraversa i secoli sulle impronte lasciate dall'uomo sul mondo. Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr

Bis: 30.03.2014



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Ausgabe 12  2013
Ausstellungen A heure fixe, pas une minute à perdre [11.10.13-21.12.13]
Ausstellungen Vues (G. Bresson, M. Velardi u.a.) [30.11.13-30.03.14]
Institutionen Villa du Parc [Annemasse/Frankreich]
Institutionen Château de Chamarande [Chamarande/Frankreich]
Autor/in Boris Magrini
Künstler/in Marie Velardi
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