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Fokus
3.2014


 Paolo Cirio ama indubbiamente farsi detestare dalle grandi aziende di commercio elettronico. Adoperando strategie di hacking informatico, l'artista italiano tratta argomenti importanti legati non solo alle tecnologie digitali, ma anche alla privacy, all'economia e alla democrazia.


Paolo Cirio - Expect him


von: Boris Magrini

  
Paolo Cirio · ‹Street Ghosts›, 28 Redchurch Street, London, 2012


La storia dell'arte digitale è stata segnata dalla volontà di usare le nuove tecnologie in modo sovversivo. Seguendo le orme di artisti e hacker storici, Paolo Cirio intraprende da alcuni anni strategie analoghe e per certi versi forse ancora più radicali. Il suo ultimo progetto, ‹Loophole for All›, solleva la questione dei paradisi fiscali, rivelando i nomi delle ditte anonime che hanno sede alle Isole Cayman e offrendo l'acquisto di atti costitutivi contraffatti. In passato, l'artista ha collaborato con Alessandro Ludovico, fondatore della nota rivista Neural, e in parte con il collettivo ubermorgen per realizzare progetti quali ‹Amazon Noir›, ‹Face to Facebook› e ‹Google Will Eat Itself›. Approfittando dei servizi offerti da celebri siti, tali progetti agiscono in qualche modo contro di questi, permettendo ad esempio la pubblicazione gratuita di interi libri, la creazione di un sito di incontri fittizio basato su dati reali o, ancora, mirando al monopolio delle azioni di Google attraverso i benefici generati dai servizi di inserzioni pubblicitarie offerti dall'impresa stessa. Non sorprende che l'artista abbia ricevuto nel corso della sua carriera numerose lettere di ammonizione e minacce legali!
Alla HDLU di Zagabria, l'artista collabora con Peter Macapia e Vito Acconci a un'esposizione sul tema dello spazio e della proprietà. In questo ambito egli presenta il suo nuovo lavoro ‹(W)orld Currency Equation› che prevede la concezione di una moneta indipendente, basata su una media delle valute internazionali e quindi non soggetta a fluttuazioni e speculazioni finanziarie. Paolo Cirio espone al contempo i suoi ‹Street Ghosts›, un intervento nello spazio pubblico già realizzato in diverse città nel mondo. Ristampando le immagini di anonimi apparsi su Google Street View e affiggendole negli spazi dove si trovavano al momento della loro fotografia, l'artista ravviva la questione della privacy, ma anche quella dello sfruttamento di dati personali e pubblici da parte di aziende che, grazie a questi, generano redditi imponenti.
Sebbene impieghi talvolta i meccanismi perversi della cosiddetta new economy, l'artista agisce per sottolinearne i problemi etici e le conseguenze sociali. Con il suo approccio creativo, Paolo Cirio suggerisce inoltre strategie di opposizione per pensare soluzioni diverse da quelle che ci vengono quotidianamente imposte, operando per una maggiore democrazia e invitando a una riflessione critica sui flussi di informazione nell'era digitale.

Bis: 31.03.2014



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Ausgabe 3  2014
Ausstellungen Borroworrob: In search of symmetry [05.03.14-31.03.14]
Institutionen HDLU [Zagreb/Kroatien]
Autor/in Boris Magrini
Künstler/in Paolo Cirio
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