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Fokus
4.2014


 Lo spazio d'arte indipendente ticinese Sonnenstube espone le opere in dialogo del ticinese Marco Scorti e del ginevrino Jonas Hermenjat, due giovani artisti di frontiera. Tra scenari innevati e assemblaggi di oggetti, l'esposizione, a cura di Sébastien Peter, offre una riflessione sul tema del confine in senso fisico e metaforico.


Marco Scorti e Jonas Hermenjat - Close to the Edge


von: Boris Magrini

  
links: Marco Scorti · s.t.4, 2010, olio su legno, 27x36 cm
rechts: Jonas Hermenjat · Rapperswil, 2012, plastica, latex, terra e acrilico, 20x15x7 cm


Gestito da un appassionato gruppo composto da artisti, musicisti, un grafico, un fotografo e uno storico dell'arte, Sonnenstube è uno spazio giovane e indipendente che arricchisce l'offerta culturale ticinese promuovendo la sperimentazione artistica e facilitando lo scambio tra regioni linguistiche, con uno sguardo sul nord Italia. Per il curatore Sébastien Peter, l'esposizione ‹Close to the Edge› intende esplorare le zone di confine, sia da un punto di vista geografico e culturale, sia figurato, prendendo in considerazione gli spazi di incontro tra le diverse forme di rappresentazione, tra la struttura formale e il contenuto narrativo di un'opera, oppure tra le molteplici e ambigue interpretazioni del visibile. Non è dunque un caso che l'esposizione presenti due artisti di frontiera.
Marco Scorti si interessa alla frontiera come realtà locale e sociale, osservando i dettagli e le tracce di un'attività umana in dialogo con il territorio. Attraverso le sue tempere su carta e i suoi dipinti ad olio, egli rappresenta scorci di paesaggi, dettagli di oggetti o situazioni insignificanti per creare un'atmosfera al contempo familiare e inquietante, grazie soprattutto a un abile e sottile gioco di luce. Mostrando zone rurali o di montagna, abitualmente associate all'immaginario romantico della Svizzera, l'artista sottolinea al contrario il carattere quotidiano e volgare dei luoghi, dove appaiono elementi umani, industriali o ancora relativi alle attività doganali. Jonas Hermenjat produce bensì oggetti, sculture, installazioni, sfruttando tecniche e materiali tra i più diversi, definendosi ironicamente ‹objecteur›, anziché pittore o scultore. Un produttore di oggetti, quindi, la cui indagine sul concetto di frontiera è pertanto più onirica e simbolica. Creando reliquie improbabili e micro-universi ironici, quale una balena-baleniera, egli offre una visione sarcastica, talvolta acida di certe realtà che osserva, offrendo uno specchio graffiante dei miti, delle ossessioni, delle assurdità e delle fobie della nostra società.
Marco Scorti e Jonas Hermenjat propongono due approcci apparentemente opposti: realismo figurativo e coerenza di tecnica per il primo, libertà formale e cattivo gusto per il secondo. Eppure, entrambi condividono la volontà di portare uno sguardo obliquo sul mondo, nonché di giocare con l'immaginazione dello spettatore, destabilizzando le sue aspettative e sollecitando nuove letture della realtà.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr


Bis: 16.05.2014



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Ausgabe 4  2014
Ausstellungen Jonas Hermenjat, Marco Scorti [17.04.14-16.05.14]
Institutionen Sonnenstube [Lugano/Schweiz]
Autor/in Boris Magrini
Künstler/in Marco Scorti
Künstler/in Jonas Hermenjat
Link http://www.diesonnenstube.ch
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