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Fokus
5.2014


 Il Videoex Festival di Zurigo è dedicato esclusivamente al cinema sperimentale internazionale. Diretto da Patrick Huber sin dalla sua creazione nel 1998, il festival intende posizionarsi in Svizzera come l'unico per la sua specificità. L'edizione 2014 propone uno sguardo sul cinema italiano.


Festival Videoex - Un secolo di sperimentazione italiana


von: Boris Magrini

  
Riccardo Benassi · Techno Casa, 2011-2013, video still


Che cosa distingue un film sperimentale? Certo, i tentativi di individuarne le caratteristiche non mancano, quali l'assenza di una narrazione lineare, l'uso creativo di soluzioni formali, o ancora la produzione indipendente. Tuttavia, qualsiasi opera d'arte dovrebbe essere sperimentale per definizione, come già sostenuto da Gene Young­blood nel suo saggio Expanded Cinema. È ancora necessario, quindi, usare questo aggettivo in riferimento a una parte della produzione artistica e culturale attuale? Con un programmo variegato che comprende concorsi, retrospettive e seminari, il festival Videoex vuole essere un luogo di incontro per specialisti e appassionati del cinema sperimentale, affermando così la necessità di sostenere questo genere.
Ospite privilegiata dell'edizione corrente è l'Italia, una scelta dettata dal fatto che la sperimentazione cinematografica italiana, in parte sconosciuta, si è sviluppata in luoghi diversi e non può essere identificata con una città specifica. L'edizione 2014 offre allora uno sguardo che parte dal futurismo, abbraccia le realizzazioni dello Studio di Monte Olimpino di Bruno Munari e Marcello Piccardo, attraversa gli ormai classici film di Pier Paolo Pasolini e Carmelo Bene fino a toccare le produzioni siciliane grottesche e irriverenti degli anni novanta quali Cinico TV e Canecapovolto. Il programma gode poi di una collaborazione con Stephen Partridge e Laura Leuzzi e il progetto REWINDItalia, per riscoprire opere video degli anni 70-80, nonché con lo spazio d'arte contemporanea di Milano Careof e la curatrice Martina Angelotti, per presentare i lavori di artisti più recenti quali Adelita Husni-Bey, Riccardo Benassi, Diego Marcon e Invernomuto. Una sezione curata da Giulio Bursi e Pia Bolognesi ripropone, tra le altre opere su pellicola, il pioniere italiano Aldo Tambellini, con una selezione di lavori della serie Black Film, caratterizzati da manipolazioni e interventi diretti sui fotogrammi.
Il festival Videoex mostra dunque il suo orientamento onnivoro, una scelta giustificata, considerata l'enorme varietà di mezzi e tecniche di produzione e la loro incessante evoluzione. Ed è forse in questa vivacità e diversità che va trovato il contributo più incisivo del festival al concetto di sperimentazione cinematografica. Se non sono le caratteristiche formali e neppure i contenuti a distinguere questa produzione, forse lo è la sua capacità di estendere l'idea di opera verso territori inesplorati, anche e soprattutto in assenza di un fine commerciale.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr


Bis: 01.06.2014



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Ausgabe 5  2014
Ausstellungen Videoex [24.05.14-01.06.14]
Institutionen Kunstraum Walcheturm [Zürich/Schweiz]
Autor/in Boris Magrini
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