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Fokus
11.2014


 Nato nell'ambito del programma di scambio ‹Viavai. Contrabbando culturale Svizzera-Lombardia› lanciato da ProHelvetia, ArTransit è un progetto dalla chiara vocazione transdisciplinare. Primo obiettivo: mettere in dialogo arti della scena e performance, collegando l'asse transalpino attraverso rotte creative e culturali.


ArTransit - Performance in movimento


von: Lisa Pedicino

  
Gisela Hochuli · Being a Being II, 2014, prova per Performance-Architecture, Teatro San Materno Ascona. Foto: Lily Hochuli


Otto istituzioni, sei curatori, tre assistenti, 26 artisti, sei drammaturghi e registi, dieci attori e danzatori e due scrittori sono coinvolti nei dieci cicli d'eventi che nel corso di otto mesi dividono l'apertura del progetto ArTransit da Expo 2015. Con questo schieramento di forze prende il via a settembre, nelle parole inaugurali della cura­trice Barbara Fässler, un vasto progetto di scambio che viaggia su direttrici transfrontaliere, transalpine, transculturali e transdisciplinari.
E viaggia nel vero senso della parola: sulla tratta Zurigo-Milano un inedito programma di performance, teatro e danza attraversa il Performance-Train da testa a coda. Al passaggio del treno TILO, gruppi di attori non professionisti sviluppano i loro temi lungo la linea del Gottardo. Intanto, per i viaggiatori di prima classe, letture da ‹La cognizione del dolore› di Carlo Emilio Gadda e ‹L'ultimo viaggio› di Enrico Filippini offrono un assaggio delle produzioni teatrali in programma rispettivamente all'Out Off di Milano e al Teatro San Materno di Ascona. Nel vagone successivo l'università dinamica di Emilio Fantin apre un forum di discussione sulla figura di Wolfgang Pauli. La ‹vestizione› di Julia Geröcs nei panni di un controllore e la rilettura de ‹Il Castello› di Kafka interpretata da Koch/Kriese si alternano in seconda classe ai danzatori della Compagnia Tiziana Arnaboldi. Reenactment del Performance-Train saranno presentati ancora in primavera, a bordo di un battello sul Lago Maggiore.
L'aspetto più stimolante di questo ampio progetto, che vede protagoniste anche la nuova ZHdK e lo spazio milanese Viafarini nel Performance-Labour 1 e 2, è forse il dibattito teorico aperto dalla Performance-Conference su azione performativa e intenzione attoriale. Un compito arduo, quello di gestire il dialogo intenso e con­traddittorio tra teatro e performance, tra arti della scena e arti visive. Un dialogo che Cesare Viel e Gisela Hochuli aumentano di un terzo attore, il teatro come architettura: il palazzetto Bauhaus che accoglie ad Ascona il San Materno e che ingloba nel suo concetto costruttivo rapporti tra palcoscenico e terrazza, piani e scale, stile nordico e geografie mediterranee. Riportando la performance in teatro, i due artisti interrogano la possibilità di scavalcare l'accademico confine tra i linguaggi del «performativo» attraverso la categoria dell'effimero, superando i limiti dettati da narratività, luoghi e campi d'azione.
Lisa Pedicino, storica dell'arte, collabora col Kunstraum Walcheturm Zurigo. lisapedicino@gmail.com


Zurigo-Ascona-Milano; ‹Performance-Train›, 15.11, TILO treno speciale Milano-Zurigo; ‹Performance-Labour 2›, 15.11., ZHdK, Zurigo



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Ausgabe 11  2014
Autor/in Lisa Pedicino
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