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Fokus
1/2.2015


 ‹Voglio vedere le mie montagne› è un progetto espositivo composito, nato nell'ambito del programma di scambi Viavai, ­Contrabbando culturale Svizzera - Lombardia. Oltre a esposizioni in diverse sedi in Ticino e in Italia, esso comporta eventi performativi e due laboratori radiofonici.


Voglio vedere le mie montagne - Territorio e sacrilegio


von: Boris Magrini

  
Alan Bogana · Case 03D P1 - Diamond Mountain Drift, 2013, video stills.


«L'esposizione non corre il rischio di essere intesa come un omaggio letterale a maestri del passato, bensì al loro spirito di profanazione.» Con queste parole il curatore Noah Stolz precisa nel comunicato stampa la visione di un progetto complesso ­portato avanti in collaborazione con numerosi artisti e attori culturali. Il titolo è un duplice riferimento alla celebre frase espressa da Giovanni Segantini sul letto di morte e all'opera omonima di Joseph Beuys. L'esposizione di Marco Poloni all'Istituto Svizzero di Milano, già proposta durante i mesi di novembre e dicembre, è stato il primo capitolo del progetto, con una serie di opere che ruotano intorno alla figura di Giangiacomo Feltrinelli, nonché al suo presunto coinvolgimento nell'omicidio del colonnello Quintanilla da parte di Monika Ertl. Coerentemente con i suoi lavori precedenti, Poloni intreccia elementi reali e spesso trascurati del passato recente per ricostruire una possibile narrazione della storia contemporanea.
Al Museo Cantonale d'Arte di Lugano, gli artisti Maria Iorio e Raphaël Cuomo espongono il lavoro con cui hanno vinto il Premio Furla. L'opera interroga la figura del migrante, tematizzando quindi una realtà particolarmente legata ai territori di frontiera tra Svizzera e Italia. Al Museo d'Arte Gallarate, durante lo stesso periodo, è proposta un'esposizione collettiva con gli artisti Gilles Aubry, Oppy De Bernardo, Alan Bogana, Marco Fedele di Catrano, Angela Marzullo, Luc Mattenberger, Yves Mettler, Gianni Motti, Aldo Mozzini, Relax, Pascal Schwaighofer, Una Szeemann & Bohdan Stehlik e Miki Tallone. Essi ­sono stati invitati a sviluppare riflessioni personali e a offrire interpretazioni frammentarie e visionarie del territorio. Nel loro lavoro la necessità di Segantini di vedere le montagne attraverso la finestra si sovrappone, come metafora romantica di Weltanschauung, alla visione più introspettiva, e forse più pessimistica di Beuys. Il ­paesaggio alpino condiviso dalla Svizzera e dall'Italia diventa quindi un territorio in cui indagare realtà plurali e trasversali. La figura del lavoratore e il cambiamento del suo statuto, la lingua e il suo rapporto con il territorio, gli ideali utopici dell'architettura moderna: questi sono i temi affrontati dagli artisti, i quali sono stati invitati a profanare, anziché decantare, le concezioni abituali del nostro relazionarci al territorio e alla sua occupazione. Inoltre, sia all'ISR che al MAGA, saranno attive le stazioni radiofoniche Radio Tramontana e Stella Maris, completando la creazione di un atlante visivo e ­sonoro del paesaggio alpino.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr


Bis: 15.03.2015



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Ausgabe 1/2  2015
Ausstellungen Voglio Vedere Le Mie Montagne [07.02.15-15.03.15]
Institutionen MAGA Museo Arte di Gallarate [Gallarate/Italien]
Institutionen MASI/Palazzo Reali [Lugano/Schweiz]
Autor/in Boris Magrini
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