Links zum Text und die Möglichkeit, diese Seite weiterzusenden, finden Sie am Ende dieser Seite


Fokus
3.2015


 Céline Condorelli presenta all'HangarBicocca di Milano la sua prima mostra personale in Italia. A cura di Andrea Lissoni, l'esposizione si articola intorno a esperimenti di estetica rela­zionale, composizioni neo-costruttiviste e installazioni di supporti performativi.


Céline Condorelli - Costruzione e narrazione


von: Boris Magrini

  
A Bras Le Corps - with Philodendron (to Amalia Pica), 2014, Courtesy Fondazione HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio


Il titolo della mostra ‹bau bau› evoca di primo acchito l'onomatopea che designa l'abbaiare di un cane, uno stratagemma per mescolare scherzosamente i regi­stri dell'esposizione. Più seriamente, rinvia alla parola tedesca «costruzione», nonché alla celebre scuola di Weimar, il Bauhaus, uno dei capoluoghi di matura­zione dell'estetica moderna. Non a caso, prima di dedicarsi alle arti figurative, Céline Condorelli ha ­intrapreso una formazione di architetto, un percorso che traspare nel suo lavoro, il quale presenta inoltre analogie con il costruttivismo, sia per il carat­tere geometrico e talvolta funzionale delle sue composizioni, sia per l'uso di materiali industriali, e inoltre per la presenza di una riflessione sociale che accompagna la realizzazione delle sue opere.
Artista di origine italiana, Condorelli vive e lavora a Milano e a Londra. Tra le opere esposte sono presenti cinque strutture simboliche, create durante un dialogo in­staurato con cinque artisti, cineasti e musicisti e che contestualizzano i personaggi della partitura ‹The Tiger's Mind›, composta da Cornelius Cardew nel 1967. Il lavoro dell'artista si sviluppa frequentemente attraverso collaborazioni sviluppate in occasione di progetti specifici, relazioni che contribuiscono quindi al significato delle conseguenti opere. Alcuni lavori sono stati create in situ e giocano manifestamente con l'architettura del luogo. Di particolare interesse è l'installazione ‹Nerofumo›, frutto di una collaborazione con gli impiegati della fabbrica Pirelli di Settimo Torinese. L'artista è intervenuta nel processo di ricerca e di produzione industriale per alterare la fabbricazione di pneumatici. Nello spazio espositivo, oltre ai prodotti modificati, sono visibili documenti inerenti alla storia della Fondazione Pirelli, promotrice ­
e sostenitrice dell'HangarBicocca. Con quest'opera, Condorelli realizza un'allegoria dell'incontro tra ricerca artistica e innovazione tecnologica. Nondimeno, il risultato si traduce in un intervento che in parte sovverte la funzione del pneumatico, ciò che può essere letto come un tentativo di offrire una riflessione obliqua sulle odierne sinergie tra produzione aziendale e culturale.
In concomitanza all'esposizione, ha luogo l'affascinante retrospettiva di ­Joan Jonas, figura chiave della video art e della performance. L'accostamento offre un'ulteriore lettura del lavoro di Condorelli, suggerendo una possibile filiazione dalla narrativa sperimentale e dal misticismo contemporaneo esemplificati da Jonas.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr


Bis: 10.05.2015



Links

Anfang Zurück zum Anfang
Ausgabe 3  2015
Ausstellungen Céline Condorelli [11.12.14-10.05.15]
Institutionen Pirelli HangarBicocca [Milano/Italien]
Autor/in Boris Magrini
Künstler/in Céline Condorelli
Weitersenden http://www.kunstbulletin.ch/router.cfm?a=150221102250086-7
Geben Sie diesen Link an, falls Sie diesen Eintrag weitersenden möchten.