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Fokus
6.2015


 L'esposizione ‹Short Cuts› intende gettare un ponte tra due ­generazioni di artisti che operano alla frontiera tra arte, design e nuove tecnologie. Essa offre l'occasione di ripensare il valore anche concettuale dell'arte cinetica e programmata, rivelando inoltre strategie di re-enactment che contribuiscono a una ­riflessione sulla conservazione di opere digitali.


Short Cuts - Un secondo sguardo sull'arte cinetica e programmata


von: Boris Magrini

  
Giovanni Anceschi · Serena Cangiano, Davide Fornari - Esacono, 2014, cubo con protrusioni, legno, motori. Foto: Sara Daepp


Il titolo ‹Short Cuts› dell'esposizione al CentrePasquArt di Bienne, un riferimento alla pellicola omonima di Robert Altman, sottolinea l'importanza data ai rapporti, talvolta espliciti e talvolta fortuiti, tra le diverse opere presentate. Ai lavori dei pionieri dell'arte programmata, quali Karl Gerstner, Julio Le Parc, Véra Molnar, Manfred Mohr e Atsuko Tanaka, sono accomunate le opere di artisti che proseguono oggi metodi analoghi, quali Marie-Julie Bourgeois, Esther Huniziker, Casey Reas e i ticinesi Gysin & Vanetti. Sono inoltre esposti i lavori realizzati nel quadro di un progetto di ri-programmazione open source di un gruppo interdisciplinare del Laboratorio cultura visiva della SUPSI. Daniel Sciboz, curatore della mostra che si è valso della collaborazione scientifica di Jean-Louis Boissier, ha dato particolare importanza alle associazioni formali tra le opere, privilegiando un approccio piuttosto estetico anziché espressamente teorico.
Un esempio interessante è offerto dalla ricostruzione e dall'attualizzazione di opere del passato, qualora la presentazione dell'originale non fosse possibile. ‹Esacono›, scultura cinetica pensata da Giovanni Anceschi negli anni Sessanta e finora mai realizzata, è stata creata da Davide Fornari e Serena Cangiano e presentata oggi come il frutto di una collaborazione nata durante il progetto ‹Arte ri-programmata: un manifesto aperto›. Si tratta di una strategia che in parte sovverte le leggi del mercato e sfida le dinamiche volte alla feticizzazione dell'opera d'arte, la quale privilegia la valorizzazione di un autore specifico. Il Gruppo T, a cui apparteneva Anceschi, era di fatto già permeato da uno spirito di provocazione e di contestazione del mondo dell'arte e del suo mercato durante il periodo di attività a Milano, a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Analoghi lavori di re-enactment proposti durante il progetto del laboratorio della SUPSI costituiscono un insieme di prototipi messi liberamente a disposizione; un atteggiamento che si avvicina alle pratiche delle comunità open source e il cui intento è anzitutto quello di facilitare la comprensione dell'arte cinetica e programmata, superando un discorso prettamente storicistico e museale.
Questa mostra crea quindi non soltanto un ponte formale tra due generazioni di artisti, ma anche un legame d'intenti in antitesi con le strategie correnti del mercato dell'arte. Se l'arte cinetica e programmata sono spesso considerate come esercizi puramente logici e formali, un'analisi più attenta rivela in realtà la compresenza di un discorso sovversivo e provocatorio.

Bis: 14.06.2015



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Ausgabe 6  2015
Ausstellungen Short Cuts [19.04.15-14.06.15]
Institutionen Kunsthaus Centre d'art Pasquart [Biel/Bienne/Schweiz]
Autor/in Boris Magrini
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