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Fokus
5.2015


 La mostra a Sasso Corbaro, realizzata insieme al Museo civico di Villa dei Cedri, s'inserisce in un'investigazione sulle relazioni tra arte e architettura, che il museo promuove dal 2007. Essa anticipa un'esposizione sul disegno contemporaneo che aprirà a fine giugno a Villa dei Cedri.


Somewhere between the lines - Oltre l'architettura


von: Laura Giudici

  
Lang/Baumann · Comfort #13, 2015, tessuto di poliestere e ventilatore


Inserirsi nel secolare dialogo tra Bellinzona e i suoi castelli e suggerire nuove riflessioni sul ruolo odierno di questo patrimonio storico e sul suo legame con la realtà circostante non è compito facile. È tuttavia ciò che fa la mostra ‹Somewhere between the lines›, prima collaborazione tra i Castelli di Bellinzona e Villa dei Cedri. Essa prevede un intervento del duo d'artisti Lang/Baumann sul Castello Sasso Corbaro, completato da una parte documentaristica sul processo creativo all'origine di questa e altre loro creazioni tridimensionali. L'esposizione comprende inoltre la presenta­zione di opere grafiche dell'artista bernese Raffaella Chiara.
«Storia e visioni fantastiche (a volte storicamente fantasiose) s'intrecciano a formare il carattere più genuino di Bellinzona.» Si potrebbe pensare che Sabina Lang e Daniel Baumann abbiano colto l'ispirazione da questa affermazione, tratta dalla pubblicazione ‹Bellinzona, patrimonio dell'umanità›, per la concezione dell'installazione ‹Comfort #13›. Proponendo una reinterpretazione del linguaggio architettonico della fortezza tramite una lettura principalmente geometrica, ma basata anche su ­aspetti storici e sociali, gli artisti conferiscono una nuova dimensione alla costruzione. Quest'ultima è ottenuta attraverso due cornici gonfiabili, che, sovrapposte a due angoli dell'edificio, sembrano creare degli schermi sospesi tra realtà e finzione, sui quali potremmo intuire scenari passati, presenti e futuri. ‹Comfort #13› è l'ultima di una serie d'installazioni gonfiabili che ricordano l'architettura utopica. Applicando delle strutture eteree sul massiccio edificio medievale, gli artisti trascendono così la sua funzione difensiva primaria e rendono possibile la proiezione del castello in universi più o meno immaginari.
Le opere grafiche di Raffaella Chiara danno a loro volta vita a spazi realistici, ma fittizi e misteriosi, caratterizzati da sovrapposizioni e dall'elaborazione dell'idea di tridimensionalità in composizioni bidimensionali. La presentazione orizzontale, su tavoli, dei lavori di piccolo formato combinata ai grandi formati appesi rafforza inol-tre la volontà dell'artista di una lettura e una percezione spaziale inedita e dinamica.
L'installazione di Lang/Baumann e le creazioni di Raffaella Chiara sono come delle finestre che aprono il nostro sguardo su mondi nuovi, che c'invitano a una perce-zione circolare del tempo e a un'esperienza alternativa dello spazio.
Laura Giudici, storica dell'arte, lavora come assistente di ricerca all'Università di Friburgo.
lauragiudicig@gmail.com



Bis: 02.08.2015



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Ausgabe 5  2015
Autor/in Laura Giudici
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