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Fokus
7/8.2015


 Il festival biennale Poolloop celebra e promuove la cultura Do It Yourself, offrendo workshop, performance e concerti di creatori che sperimentano con apparecchiature elettroniche. Il proposito è soprattutto quello di offrire una piattaforma per lo scambio di competenze e per la soddisfazione di condividere in modo anche ludico le proprie creazioni.


Poolloop - Un festival per la cultura maker


von: Boris Magrini

  
::vtol:: - Digioxide, 2014, Arduino, Bluetooth hc-06, sensore di gas e polveri, stampante LG.


Il festival è organizzato a Zurigo dal collettivo dell'Atelier Anorg, un'associazione creata e gestita da appassionati di cultura elettronica e fai da te. Gli eventi si svolgono soprattutto nell'area dell'Oberer Letten, i bagni pubblici sulla Limmat, con alcuni interventi nella città. Tema portante dell'edizione 2015 è il Wahrnehmungsspektrum, lo spettro della percezione. Obbiettivo del festival è quindi di investigare i diversi modi di interagire con l'ambiente che ci circonda, ma anche di interrogare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie di manipolare la nostra comprensione del mondo. Il concetto di loop, da cui il festival prende il nome, continua a caratterizzare la manifestazione in quanto metafora della cultura DIY, di opere open source e interattive, rinviando inoltre alla pratica dei workshop come luogo di incontro.
Durante il festival, sono quindi presenti soprattutto progetti a carattere partecipativo, in cui il pubblico è chiamato a interagire e contribuire personalmente. Un esempio è l'opera ‹Digioxide› dell'artista russo ::vtol:: (Dmitry Morozov) uno strumento portatile capace di rilevare l'inquinamento dell'aria. Le informazioni analizzate dallo strumento sono ulteriormente elaborate da algoritmi per generare e stampare immagini astratte, panorami simbolici dell'inquinamento atmosferico in un determinato luogo. Il colombiano Alejo Duque presenta invece ‹Guerilla Observatory Campsite›, un metodo sviluppato per individuare il posizionamento di satelliti artificiali, adoperando strumenti comuni quali radio, binocoli, GPS e scanner. Il progetto si iscrive in un discorso dissidente volto ad aumentare la consapevolezza riguardo alla sorveglianza della sfera pubblica ed eventualmente neutralizzarne il pericolo. Sulle facciate degli edifici dell'EWZ è proiettata l'opera dell'artista slovacco Andrej Boleslavsky ‹ArchiBio›, un'installazione video spettacolare che rende visibile all'occhio nudo la crescita e l'evoluzione di organismi microscopici quali piante, funghi e batteri. Infine, l'artista sonoro belga Peter Lenaerts presenta ‹MicroSleepDub›, composizione creata a partire dalla registrazione di suoni e rumori negli spazi urbani, riprodotti durante un'intera notte in cui il pubblico è invitato a dormire sul luogo.
Il festival propone inoltre svariate possibilità di incontri e scambi con un programma di dibattiti, performance, concerti e soprattutto workshop che offrono l'occasione di creare, ad es., un microscopio elettronico improvvisato, uno strumento musicale theremin oppure di apprendere la cianotipia, un'antica tecnica di stampa fotografica.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. borismagrini@yahoo.fr


Bis: 19.07.2015



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Ausgabe 7/8  2015
Autor/in Boris Magrini
Link http://poolloop.ch
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