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Fokus
1/2.2017


 Valentina Pini e Aloïs Godinat condividono il gusto per materiali e oggetti familiari, dei quali si appropriano per offrirne una visione rinnovata e insolita. Lo spazio ginevrino Le Labo fa dialogare i due artisti evidenziando il loro fascino comune per i processi di trasformazione.


Twin Twist - Sinuose distorsioni


von: Laura Giudici

  
Valentina Pini · To be returned, 2016, collage su fotogramma


A Le Labo le sperimentazioni sono più artistiche che scientifiche, ma le arti e le scienze sono più vicine di quanto si pensi. Le creazioni di Valentina Pini, esposte in questo spazio in occasione della sua riapertura, sono degli ottimi esempi a ­riguardo. L'interesse per la sperimentazione e l'universo scientifico dell'artista ticinese rispecchiano lo spirito eclettico del nuovo Le Labo. La mostra è infatti completata da un intervento del Ginevrino Aloïs Godinat, una selezione di pubblicazioni e una programmazione video.
Perno del contributo di Valentina Pini è il libro d'artista ‹Finger stretching›, pubblicato dalle Editions Ripopée, una casa editrice artigianale e innovativa nel contempo. Vere protagoniste della pubblicazione, le immagini occupano l'intera superficie delle pagine. I titoli, suggestivi, appaiono solo in calce e senza riferimenti. Sta a noi ristabilire i collegamenti per orientarci in questo universo misterioso. Collages su fotogrammi, queste composizioni ricordano le enigmatiche atmosfere del surrealismo. Gli sfondi sono costituiti da fotogrammi realizzati ponendo sulla carta degli oggetti in gran parte del quotidiano e lasciando agire la luce attraverso dei filtri colorati. Gli effetti di movimento e trasparenza ricercati - per esempio attraverso l'utilizzo di liquidi o sacchetti di plastica - creano paesaggi fluidi e vaporosi, di colori spesso vivi e con un non so che di psichedelico. In questi scenari intriganti aleggiano degli oggetti misteriosi. Assemblaggi di fotografie estratte dal volume ‹L'outil› (1970), questi strumenti arcaici assumono un aspetto volutamente antropomorfo; a volte sembra persino che si animino di vita propria. Non stupisce quindi che alcuni di loro investono lo spazio espositivo sotto forma di stampe fotografiche. A queste immagini dalla presenza quasi scultorea fa inoltre eco la reale tridimensionalità di altre opere.
La selezione di lavori riflette le preoccupazioni attuali di Valentina Pini. Costante è la questione della metamorfosi continua della materia, che l'artista osserva, decompone e manipola con un interesse particolare per i fenomeni fisici e chimici, tra cui quelli luminosi e cromatici, che la alterano costantemente. L'intento è di proporre uno sguardo personale e innocente sui fenomeni scientifici, tradotti in un linguaggio artistico in cui materiali semplici e oggetti del quotidiano subiscono la magia di forze invisibili ed esercitano sulla percezione dello spettatore il poter dell'illusione.
Laura Giudici, storica dell'arte, lavora come assistente di ricerca all'Università di Friburgo.
lauragiudicig@gmail.com


Bis: 03.03.2017



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Ausgabe 1/2  2017
Ausstellungen Aloïs Godinat, Valentina Pini [20.01.17-03.03.17]
Institutionen Espace Labo [Genève/Schweiz]
Autor/in Laura Giudici
Künstler/in Valentina Pini
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