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Fokus
3.2017


 A Bienne, la stagione 2017 di Photoforum PasquArt si apre con l'esposizione del fotografo Salvatore Vitale ‹The Moon Was Broken› a cura di Nadine Wietlisbach. Un lavoro pluriennale che, partendo da uno spunto autobiografico, presenta un mondo notturno, sospeso e alieno.


Salvatore Vitale - The Moon Was Broken


von: Regaida Comensoli

  
Salvatore Vitale · Tree Tattoo, 3D print, 2014


La parola osceno è di etimologia incerta; tra le diverse ipotesi è particolarmente interessante quella che fa derivare il termine dal latino ob-scævinus, voce fittizia del verbo ob-scævare, dare un cattivo presagio. Se accettiamo questa etimologia, osceno è ciò che è capace di aprire una finestra nel presente su quello che di infausto potrebbe accadere, interrompendo quindi una narrazione lineare.
‹The Moon Was Broken›, lavoro fotografico pluriennale che Salvatore Vitale espone a Photoforum PasquArt, nasce con un presagio: all'età di cinque anni, l'artista, tornando a casa con i genitori dopo una serata al Luna Park, guarda il cielo e non vedendo più la luna piange. In realtà questa è semplicemente nascosta dietro le nuvole, ma agli occhi del bambino è scomparsa. Poco tempo dopo, il padre subirà un grave incidente, rievocando in lui la sensazione di perdita della luna, interpretata a posteriori come un segno premonitore. A distanza di molti anni, l'artista, lontano geograficamente dal proprio luogo di origine, la Sicilia, e dal padre, decide di coinvolgerlo in un lavoro fotografico che da un lato ripercorre simbolicamente il loro rapporto e dall'altro si pone come tentativo di districare una relazione complessa.
La luce che caratterizza le immagini esposte è quella di un mondo dove qualcosa si è spento, un mondo fermo in attesa che succeda qualcosa. I simboli utilizzati da Salvatore Vitale, il seme che germoglia, l'agave - considerata in Sicilia una pianta capace di proteggere dal malocchio e dalla iettatura - e le erbacce che arrivano fino sul ciglio della strada, parlano di una natura anch'essa sospesa, a volte benevola, a volte spietata. Complementari, le immagini del cielo notturno rimandano a una passione condivisa, rievocando i momenti passati a osservare le costellazioni con il padre, oppure creano uno squarcio verso un vuoto perturbante, quello di una relazione mancata. La contemplazione del cielo ci riporta di nuovo al presagio, alla lettura del futuro negli astri, mescolando, come tutte le pratiche divinatorie, osservazione scientifica e spazi di lettura proiettiva. Elementi provenienti dall'ambito delle scienze e del racconto - emblematica in questo senso la didascalia della fotografia della Nebulosa Crescente ‹NGC 6888› sigla utilizzata nel New General Catalogue, catalogo degli oggetti del profondo cielo, usato nell'astronomia amatoriale - caratterizzano anche il lavoro di Salvatore Vitale, una costellazione proteiforme che di volta in volta preannuncia futuri differenti.
Regaida Comensoli, storica dell'arte e curatrice indipendente. regaida@hotmail.com


Bis: 23.04.2017



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Ausgabe 3  2017
Autor/in Regaida Comensoli
Künstler/in Salvatore Vitale
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