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Fokus
4.2017


 Frutto in gran parte del mese di permanenza dell'artista in Valle di Blenio, le creazioni che animano l'esposizione alla Fondazione La Fabbrica del Cioccolato ci invitano a riflettere sul nostro rapporto al territorio e sulla complessità dell'epoca di rottura nella quale viviamo.


Yuval Avital — Three Grades of Foreignness


von: Laura Giudici

  
Yuval Avital · Light Recordings N.6/11, 2016, Valle di Blenio


Con ‹Three Grades of Foreignness›, Yuval Avital proietta lo spettatore in un universo denso e ibrido, in sintonia con la sua persona e il suo percorso, così come con l'identità transdisciplinare de La Fabbrica del Cioccolato. Nato a Gerusalemme nel 1977, l'artista multimediale, compositore e chitarrista, si distingue per una creazione proteiforme che spazia da composizioni musicali a opere icono-sonore e progetti altamente tecnologici. La mostra si presenta come un organismo composto da tre organi vitali ai quali si aggiungono, a mo' di membra, altre creazioni realizzate dal 2010 a oggi. Ogni lavoro esplora, attraverso un approccio diverso, la relazione complessa tra uomo, natura e tecnologia.
L'installazione icono-sonora ‹Foreign Bodies› è composta da sette proiezioni video in cui appaiono sette danzatrici che evolvono nella purezza della natura della Valle di Blenio. Se la nudità delle protagoniste evoca il desiderio di ristabilire una connessione diretta, profonda con gli elementi naturali, la loro gestualità meccanica e tremante è segno di come l'essere umano può paradossalmente diventare un elemento estraneo al corpo della natura. Registrazioni di suoni naturali, elaborate e distorte, e polifonie ottenute con automi digitali rafforzano la tensione che caratterizza le immagini e trasportano il visitatore in un'altra dimensione. Un cerchio di terra agricola autoctona, sul quale il pubblico può camminare, costituisce il nucleo di ‹Fields v. 2›, circondato da un anello di altoparlanti che riproducono un mosaico di suoni naturali, suoni legati all'uomo, e la parola ‹field› pronunciata dalle voci robotiche di ­Google Translate in diverse lingue. Diffusi sia verso il centro che verso l'esterno, questi suoni creano un paesaggio sonoro antitetico e avvolgente che disorienta la nostra percezione. ‹Reh'em›, grembo in ebraico, segna infine la riconciliazione tra l'uomo e la natura. Situata in una scatola rettangolare, l'installazione immerge il visitatore in un'oscurità che, tramite i suoni e le immagini diafane, evoca l'ambiente intrauterino e usa il tema della maternità come metafora del legame tra passato e futuro, unità e pluralità, limitato e illimitato.
‹Three Grades of Foreignness› propone un'esperienza polisensoriale, profondamente partecipativa che, prendendo come punto di partenza il territorio locale, desidera trasportare il pubblico ben oltre, in un luogo misterioso dove l'universale e il particolare convergono, in una sorta di fusione primordiale.
Laura Giudici, storica dell'arte, vive e lavora a Ginevra. lauragiudicig@gmail.com



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Ausgabe 4  2017
Ausstellungen Yuval Avital [22.04.17-01.07.17]
Institutionen Fondazione La Fabbrica del Cioccolato [Dangio-Torre/Schweiz]
Autor/in Laura Giudici
Künstler/in Yuval Avital
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