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Fokus
5.2017


 Formato espositivo atipico iniziato nel 2015 dal Fotomuseum Winterthur, Situations esplora le trasformazioni che attraversano la tecnica fotografica attuale, rivelando approcci innovativi e presentando opere, documenti e testimonianze che contribuiscono a espanderne gli orizzonti.


Situations - Ripensare la fotografia


von: Boris Magrini

  
Edmund Clark · senza titolo, 2010, dalla serie Letters to Omar, stampa a getto d'inchiostro, 28x22 cm, Collezione Fotomuseum Winterthur


Gli artisti e le opere esposti in Situations sono organizzati intorno a gruppi tematici definiti dai curatori Marco de Mutiis, Doris Gassert e Thomas Seelig, ciò che consente la realizzazione di micro eventi nello spazio museale come in quello virtuale, nonché in altre sedi. Fotografia digitale, realtà aumentata, stampa 3D: queste sono alcune delle tecniche prese in considerazione.
Un esempio è l'opera ‹Material Speculations: ISIS› di Morehshin Allahyari, esposta recentemente. Si tratta di una stampa 3D che riproduce un artefatto distrutto dall'ISIS nel 2015 e nella quale è incorporata una scheda di memoria che contiene documenti inerenti la scultura originale, quali fotografie, interviste e il modello digitale per riprodurre la stampa. L'opera dell'artista iraniana è il risultato di un lavoro di ricerca, di documentazione e di archivio, accompagnato da una riflessione critica sul recente sviluppo e sulla commercializzazione della stampa 3D. Essa illustra pertanto un nuovo orientamento della fotografia, perché la stampa 3D può essere il risultato di un processo di scansione o di fotogrammetria, ma anche per la presenza di immagini digitali conservate nella scheda di memoria e soprattutto per il lavoro di documentazione dell'oggetto rappresentato.
In maggio, Situations espone inoltre la serie dell'artista Edmund Clark, ‹Letters to Omar›, appartenente alla collezione del museo. Le opere dell'artista britannico documentano frequentemente la realtà di persone marginalizzate, quali rifugiati, prigionieri, criminali violenti e più particolarmente approfondiscono criticamente aspetti inerenti alla guerra contro il terrorismo. ‹Letters to Omar› sono un insieme di scansioni delle lettere che Omar Deghayes ha ricevuto durante i suoi anni di prigionia nel Guantanamo Bay detention camp, in seguito alla sua incarcerazione perché identificato erroneamente come terrorista. Si tratta di lettere inviate da amici e familiari ma anche da anonimi che vollero dimostrare la loro solidarietà. Omar Deghayes non ricevette mai le lettere originali, ma unicamente le loro copie, in seguito all'approvazione o alla censura da parte del sistema di sicurezza, il quale sfruttò inoltre la distribuzione delle lettere ai prigionieri come atti di ricompensa o di ricatto.
Le stampe 3D di Morehshin Allahyari e le scansioni riprodotte di Edmund Clark invitano a pensare la fotografia oltre il suo significato etimologico, offrendo inoltre una riflessione sulla diffusione e la possibile strumentalizzazione delle nuove tecnologie.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. mail@borismagrini.com


Bis: 17.09.2017



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Ausgabe 5  2017
Ausstellungen Situations/Faktisch [20.05.17-17.09.17]
Institutionen Fotomuseum Winterthur [Winterthur/Schweiz]
Autor/in Boris Magrini
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