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Fokus
6.2017


 La quantità di forme curiose che la natura offre ispira gli artisti da secoli. Il Museo d'arte Mendrisio propone, sulla scia delle Wunderkammer rinascimentali, una collezione di opere che celebra la bizzarria e il moto perpetuo che caratterizza la nostra esistenza.


Metamorfosi - Materialità in movimento


von: Laura Giudici

  
Julian Charrière · Metamorphism XXXIV, 2016, pietra lavica artificiale e scarti di computer, 170x40x40 cm © ProLitteris


‹Metamorfosi› è un titolo denso di significati e un filo conduttore che unisce i lavori scelti per la mostra al Museo d'arte Mendrisio. L'iniziativa di portare uno sguardo sulla creazione plastica degli ultimi decenni caratterizzata da forme organiche, indefinite, in divenire, presenta un interesse innegabile. Le opere esposte, realizzate da 24 artisti appartenenti a diverse generazioni della contemporaneità, rendono conto della diversità di problematiche e di approcci legati alla questione dell'impermanenza intrinseca alla nostra realtà. Fin troppo, forse. Malgrado la chiarezza d'intenti trasmessa dal sottotitolo dell'esposizione, ‹Uno sguardo alla scultura contemporanea›, non tutti i lavori presentati possono essere definiti come delle sculture in senso classico. Se il catalogo della mostra parla anche di ‹installazioni scultoree›, la volontà è comunque di focalizzarsi sulla scultura, e le opere installative sembrano quindi sconfinare dal proposito centrale. Utilizzando delle strutture compositive ed espositive più complesse, esse aprono infatti questioni diverse da quelle prettamente sculturali.
Una serie di opere recenti spicca per un approccio originale e innovativo al medium tradizionale della scultura. Con ‹Skelett›, Selina Baumann gioca la carta della struttura visibile creando una forma aperta al confine tra rappresentazione matematica e ossatura animale. ‹Midada da structura› è una scultura lignea la cui configurazione è il risultato dell'insolita collaborazione tra Mirko Baselgia e delle api. Le tre pietre di lava artificiale e materiale tecnologico fossilizzato di Julian Charrière, intitolate ‹Metamorphism›, sono elevate a reperti archeologici del XXI secolo. Dapprima una scarica elettrica e un colpo di fucile poi, hanno scolpito i frammenti di vetro acrilico che compongono l'opera di Alan Bogana ‹Stimmfarben›; essi mostrano strutture fortuite che evocano cellule nervose, profili montagnosi, radici o sistemi fluviali. L'opera in situ ‹ground listening› di Julia Steiner appare come un'informe superficie scultorea nera in contrasto con la purezza formale della base immacolata.
Pertinente nei suoi intenti, l'esposizione esplora coerentemente l'idea di metamorfosi nelle sue varie sfaccettature. Una selezione più mirata delle opere le avrebbe tuttavia permesso di proporre un ritratto più efficace e dettagliato della pratica scultorea attuale e dei materiali, degli approcci e delle riflessioni che la definiscono.
Laura Giudici, storica dell'arte, vive e lavora a Ginevra. lauragiudicig@gmail.com

Bis: 25.06.2017



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Ausgabe 6  2017
Ausstellungen Metamorfosi. Scultura contemporanea [09.04.17-25.06.17]
Institutionen Museo d'arte [Mendrisio/Schweiz]
Autor/in Laura Giudici
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