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Fokus
7/8.2017


 La prospettiva di un futuro minaccioso e incerto spinge l'artista e il visitatore a mettersi maggiormente in contatto con nuovi modelli, incentrati sulle emozioni e la spiritualità. La curatrice della Biennale, Christine Macel, chiama questa nuova epoca Neoumanesimo.


57. Biennale Arte di Venezia - Arte Outsider e Neoumanesimo


von: Giulia Ficco

  
Luboš Plný · Untitled, 2014, dettaglio, acrilico, timbro su carta. Collection abcd, Bruno Decharme ©Carlotta Ficco


La Biennale Arte è un evento che fa da termometro alla scena dell'arte contemporanea. Christine Macel, la curatrice di questa 57° Edizione, ci presenta un mondo in emancipazione: l'artista cerca, oggi, di riscoprire il suo mondo interiore, volge lo sguardo al passato e al presente ma fatica a vedere un futuro. L'esposizione ‹Viva arte viva›, il titolo della parte principale di questa biennale, non è convincente. Il percorso è stato suddiviso in nove capitoli, tutti con l'unico scopo: rendere l'arte più umana e avvicinarla al visitatore. Nei padiglioni delle tradizioni, degli sciamani e del dionisiaco l'intenzione emerge dirompente. Questi ci mostrano come gli artisti cerchino dei nuovi ideali al di fuori del loro presente, chiamando in causa gli archetipi, in quello delle tradizioni, gli sciamani, per accedere a questo mondo, e il dionisiaco, per soddisfare il bisogno di essere altro dal presente e per scongiurare pericoli imminenti.
Tra tutti i 120 artisti presenti nella mostra, ci sono anche tre artisti outsider. ­Judith Scott e Dan Miller, americani, fanno parte del padiglione del dionisiaco, mentre il ­polacco Luboš Plný del padiglione delle gioie e delle paure. Gli artisti outsider stanno vivendo oggi un momento di grande interesse perché rappresentano un'idea romantica di artista, che vive per la sua stessa arte e che è così tanto in contatto con il suo universo interiore che lo esprime senza filtri. Judith Scott crea sculture con filo colorato e cartone, le sue sculture sembrano dei bozzoli in cui covano gli embrioni delle forme. Dan Miller invece crea delle nuvole di segni. Questo tipo di tecnica è molto diffuso nell'art brut, l'artista inizia scrivendo o disegnando qualcosa, il gesto si ripete e si ripete finché lo spazio sul foglio diventa un ammasso di linee che tengono protetto il significato di ciò che è stato rappresentato. Plný, infine, rappresenta l'ossessione del corpo e della sua rappresentazione, scrive e ridisegna l'anatomia del corpo umano.
Questa biennale lascia l'impressione che gli artisti cerchino nuove fonti d'ispirazione, una missione confusa che lascia anche il visitatore, a volte, perplesso. È evidente, però, che c'è un ritorno al passato e che lo sguardo si stia spostando verso l'arte irregolare, che da questo passato pare non essere mai uscita.
Giulia Ficco è curatrice specializzata in Art Brut/Outsider Art e sulla storia della sua curatela.
info@raum9.ch


Bis: 26.11.2017



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Ausgabe 7/8  2017
Ausstellungen Biennale Arte 2017 [13.05.17-26.11.17]
Institutionen La Biennale di Venezia [Venezia/Italien]
Autor/in Giulia Ficco
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