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Fokus
1/2.2018


 A partire dall'inizio del 2017 a Lugano, proprio dietro al LAC ­(Lugano Arte e Cultura), si è sviluppato Morel, uno spazio culturale temporaneo che all'antagonismo frontale sostituisce la creazione e l'occupazione di zone interstiziali, sulla scia di ­Hakim Bey e Adolfo Bioy Casares.


Morel - Produzione culturale temporanea


von: Regaida Comensoli

  
Morel esterno, Murale: Teo Pirisi, 2017


Nel 1991, viene pubblicato ‹T.A.Z.: The Temporary Autonomous Zone›, dove Hakim Bey, pseudonimo del filosofo anarchico Peter Lamborn Wilson, illustra il concetto di Zona Temporaneamente Autonoma, uno spazio interstiziale, lasciato casualmente libero organizzato secondo regole proprie, per una durata di tempo limitato. Il libro è edito da Autonomedia, non è quindi un caso che dalla sua apertura Morel ospita anche un Book Shop e diversi incontri dedicati all'editoria indipendente. Lo spazio culturale fa inoltre riferimento al libro di Adolfo Bioy Casares ‹L'invenzione di Morel›, dove un misterioso naufrago approda su un'isola misteriosa, governata da leggi soprannaturali e sospesa tra la realtà e la sua proiezione. Morel è infatti uno spazio culturale non-profit nato nel 2017, dedicato all'arte contemporanea e alla musica che si trova in uno degli ultimi edifici industriali rimasti nel centro di Lugano, un'ex autoconcessionaria Fiat attiva tra gli anni Quaranta e gli anni Ottanta.
Se la programmazione musicale si è delineata fin dall'inizio come un progetto forte e definito - Il collettivo Morel nasce infatti dell'esperienza del progetto itinerante Drunken Sailors - il progetto espositivo si è invece sviluppato in un secondo tempo, dapprima con la necessità di interagire con lo spazio e in seguito con un dispositivo, la rassegna Nufenen Alternative Pass ideata da Giacomo Galletti e Andrea Marioni, dove due artisti, spesso appartenenti ad ambiti e generazioni diverse, lavorano in loco per una settimana, vivendo nello spazio adiacente alla labirintica officina. Il mese di ottobre 2017 hanno inaugurato questo programma Valentina Pini e Nastasia Meyrat con ‹Untitled duet›, seguite da Nicolas Raufaste e Arnaud Wohlhauser con l'esposizione ‹Domanda+Offerta+Magia›. Il titolo di quest'ultima esposizione omaggia, tra le altre cose, la ritualità della costruzione dei ponti, ad esempio quello del diavolo, sorti in zone particolarmente impervie, dove alla richiesta di un'intervento divino di solito risponde il diavolo a cui bisogna offrire qualcosa per attivare la magia, creando però passaggi dove non potrebbero essercene e colonizzando spazi impossibili. Alla fine di gennaio sarà allestita un'installazione in collaborazione con Fresh Festival, mentre Il 16 febbraio inaugurerà l'esposizione di Lucas Herzig e Simone Holliger, l'ultima del programma Nufenen Alternative Pas. A partire dalla primavera 2018 seguirà invece un nuovo programma espositivo, maggiormente incentrato sulla progettazione e sull'autorialità curatoriale, dove verranno allestite delle collettive.
Regaida Comensoli, storica dell'arte e curatrice indipendente, regaida@hotmail.com



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Ausgabe 1/2  2018
Autor/in Regaida Comensoli
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