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Fokus
3.2016


 Con un’esposizione personale, Gysin-Vanetti inaugurano l’aper­tura del nuovo museo di arti digitali a Zurigo. Il duo di artisti ­realizza un progetto imponente, recuperando il vecchio pannello informativo della stazione centrale di Zurigo per dargli una seconda vita.


Gysin-Vanetti - Lirica dei macchinari


von: Boris Magrini

  
Gysin-Vanetti · Zürich HB flap, 2016, 1380x280x25 cm


In molti classici della fantascienza, ad esempio nei celebri film di Spielberg, elettrodomestici e giocattoli si animano di vita propria in seguito al contatto con fenomeni paranormali o presenze extraterrestri. Analogamente, i lavori di Andreas Gysin e Sidi Vanetti suscitano stupore e inquietudine, come la loro ultima spettacolare opera presentata al MuDA di Zurigo. ‹Zürich HB flap› risulta dal recupero e dalla riprogrammazione del quadro segnaletico della stazione ferroviaria di Zurigo, che gli artisti hanno ottenuto dopo lunghe trattative e che misura oltre 13 metri di lunghezza e pesa più di 7 tonnellate. La sostituzione del pannello, avvenuta nella notte del 20 ottobre scorso, segna forse il cambiamento di un'epoca e il passaggio definitivo dall'analogico al digitale, ma è soprattutto emblematica dell'evoluzione delle strategie di comunicazione e di marketing di una delle più importanti aziende in Svizzera. Infatti, il nuovo pannello digitale accoglie ormai uno spazio pubblicitario considerevole.
Il progetto artistico di Gysin-Vanetti, iniziato già due anni fa, è stato realizzato in collaborazione con Christian Etter, responsabile del nuovo MuDA di Zurigo, istituzione che sul proprio sito internet si dichiara il primo museo in Europa dedicato all'arte digitale. Assecondando, o piuttosto scherzando con una possibile ideologia postumanista, Etter afferma che l'istituzione non fa capo a curatori in carne e ossa ma fa bensì ricorso a un algoritmo, battezzato HAL 101, per la selezione degli artisti; un palese omaggio alla celebre, sconvolta intelligenza artificiale del film di Kubrick.
Con questa personale, Gysin-Vanetti continuano la loro produzione di arte programmata, in cui esplorano la poesia inerente a macchinari e pannelli segnaletici. ‹Zürich HB flap› non è semplicemente un'operazione di conservazione, ma soprattutto un intervento artistico volto a creare nuove composizioni prive di funzionalità, attraverso la ricomposizione degli elementi informativi del pannello. La loro opera rivela indubbiamente un fascino degli artisti per la macchina, per la sua meccanica di alta precisione, e ne valorizza le proprietà formali e sonore. Al contempo, gli artisti sovvertono la funzione originale dell'oggetto per trasformarlo secondo altre logiche. Non a caso, il pannello viene ora esposto al suolo, in modo da permettere un approccio più intimo con lo spettatore e instaurare con lui un dialogo più irrazionale ed emotivo.
Boris Magrini, storico dell'arte e curatore, vive e lavora a Zurigo. mail@borismagrini.com


Bis: 21.08.2016



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Ausgabe 3  2016
Ausstellungen Gysin-Vanetti [13.02.16-21.08.16]
Institutionen Museum für Digitale Kunst [Zürich/Schweiz]
Autor/in Boris Magrini
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